Dal Carisma di Don Didimo Mantiero sono sorte diverse Opere: La Dieci, il Comune dei Giovani e la Scuola di Cultura Cattolica. L’impegno sociopolitico è anch’esso annoverato tra le Opere di don Didimo Mantiero, anche se più che un movimento rappresenta una coscienza, una necessaria responsabilità del vivere cristiano.

In più abbiamo considerato le diverse Associazioni e Realtà, collaterali al Comune dei Giovani, nate con l’intento di organizzare delle attività sportive, musicali e culturali.

 

LA DIECI

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Il patriarca Abramo, conosciute le intenzioni di Dio di punire severamente le città corrotte di Sodoma e Gomorra, inizia una lunga trattativa di preghiera e di intercessione per scongiurare la minaccia. Alla fine Dio si convince e promette ad Abramo che avrebbe risparmiato Sodoma dal castigo se in essa vi avesse trovato almeno dieci giusti. L’episodio, narrato al capitolo 18 della Genesi, venne rivisitato da don Didimo Mantiero che, convinto della perenne validità di quel patto, fondò nel 1941 a Santorso (VI) l’associazione denominata “La Dieci”. Scopo dell’associazione è di riunire un gruppo di persone (i dieci), preferibilmente di una unica parrocchia, che fanno proprio il “patto di Abramo” e si impegnano, soprattutto con la preghiera e il sacrificio, ad offrire a Dio un giorno particolare della settimana per ottenere la salvezza della propria città. Tutto si appoggia sulla fede nella promessa di Dio ovunque vi siano dieci giusti (giustificati) che offrono la propria vita e la propria preghiera in unione al sacrificio di Cristo, lì Dio assicura protezione e benedizione a tutta quanta la città, “per riguardo di quei dieci”.

IL COMUNE DEI GIOVANI

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Un sindaco, un segretario, 15 ministri regolarmente eletti che compongono il Consiglio Direttivo, più di 100 iscritti tra i 15 e i 30 anni, una serie di attività che coinvolge più di 400 persone: ecco i “numeri” del Comune dei Giovani, un’originale realtà associativa giovanile. Nato nel 1962 dal carisma di don Didimo Mantiero, un sacerdote che riuscì ad intuire la forza dei giovani e la seppe mettere attivamente al servizio della Chiesa attraverso la formazione, la preghiera e la responsabilità (che sono ancora oggi i solidi pilastri dell’associazione), il Comune dei Giovani propone “l’incontro personale e comunitario, graduale e gioioso con Gesù Cristo” (art.1 dello Statuto), e fa del ragazzo il vero protagonista della sua educazione. Sono numerose le attività che l’associazione propone: da quelle sportive e ricreative, a quelle culturali, di preghiera e di formazione socio-politica, fino a quelle di gestione delle strutture: tutte diventano per i ragazzi occasione di formazione e di sviluppo di relazioni significative che aiutano a testimoniare Cristo nella comunità con il servizio agli altri e forniscono gli strumenti adeguati per una ricerca personale della Verità.

L’IMPEGNO SOCIOPOLITICO

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Nel carisma di Don Didimo c’era anche la vocazione all’impegno politico-amministrativo. Il Comune dei Giovani, attraverso le elezioni annuali del Consiglio Direttivo e del Sindaco, ed attraverso la gestione in comune di numerose attività, con la ricerca delle risorse finanziarie e la valutazione delle priorità, permette, con gli anni, la selezione di una classe dirigente giovanile preparata, equilibrata, cristianamente motivata al servizio. In quarant’anni il Comune dei Giovani ha dato alla città di Bassano del Grappa due sindaci e decine di consiglieri e assessori comunali. E’ l’opera più rischiosa a cui ci ha chiamato Don Didimo. In questi quarant’anni la grazia di Dio non ci ha mai abbandonato. Siamo rimasti fedeli. Per noi la politica è principalmente la concretezza di una testimonianza di verità nella nostra città. La politica è servizio. La politica è vocazione. La politica è unità. A questa linea, da quarant’anni, con la grazia di Dio, siamo rimasti fedeli.

LA SCUOLA DI CULTURA CATTOLICA

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La Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa nacque nell’anno 1981, naturale estensione dell’associazione “Il Comune dei Giovani”, da parte dei “cittadini” ormai divenuti adulti. Era un momento in cui le idee politiche di Gramsci erano divenute egemoni nella cultura italiana, al punto che anche alcune aree del mondo cattolico ne erano più o meno consapevolmente imbevute. Inoltre stava crescendo anche quella cultura che, dopo la caduta del comunismo, ne avrebbe preso il posto: il pensiero debole. Era necessaria un’opera di recupero della tradizione cattolica, non già per guardare nostalgicamente al passato, ma per realizzare quelle indicazioni del Concilio Vaticano II che il postconcilio aveva non di rado stravolto: “nova et vetera”, un aggiornamento originale da parte di una cultura cattolica dotata di una sua identità, in dialogo con le altre culture senza concordismi, mimetismi e complessi di inferiorità. In ciò la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano trae orientamento sicuro dal Magistero di Giovanni Paolo II e dai suoi imperativi: “fare della fede cultura” e “fede e ragione sono le due ali per la contemplazione della Verità”.